Zootecnia biologica e produzioni di qualità di A. Facciolongo

Alimentazione, riproduzione, tecniche di allevamento e cure igienico-sanitarie, insieme alle strutture d’allevamento e al trattamento dei reflui zootecnici, sono gli aspetti principali che vanno presi in considerazione quando si vuole realizzare un allevamento biologico. Tutti questi ambiti sono strettamente correlati e non devono essere considerati separatamente, in quanto si influenzano reciprocamente. Va, quindi, realizzato un adeguato equilibrio tra loro, cercando di non creare alterazioni irreversibili al loro interno, in quanto si potrebbero avere ripercussioni negative immediate e imprevedibili, che andrebbero a coinvolgere non solo uno ma tutti i settori.

La zootecnia biologica è un modello di produzione che ha l’obiettivo di fornire ai consumatori prodotti di origine animale come il latte, la carne e i loro derivati, privi di sostanze potenzialmente nocive e soprattutto genuini. In questa ottica, il regime alimentare fornito agli animali è di fondamentale importanza e, quando mirato ad elevare la qualità, consente la realizzazione di prodotti arricchiti in principi nutritivi e quindi funzionali ovvero in grado di avere notevoli ricadute benefiche sulla salute umana promuovendo uno stato di benessere nonché una riduzione del rischio di insorgenza di processi patologici o di malattia. Tali produzioni animali, pertanto, attraverso questo valore aggiunto, possono essere in grado di spuntare prezzi di mercato maggiori.

Tra le strategie alimentari utilizzabili per l’arricchimento in molecole bioattive dei prodotti di origine animale, l’utilizzo dei semi di lino presenta numerosi vantaggi; questi vanno dall’aumento della concentrazione energetica della razione al miglioramento della qualità nutrizionale del grasso del latte e della carne attraverso l’accumulo di acidi grassi omega-3, per finire con la diminuzioni delle emissioni di metano. 

L’introduzione dei sottoprodotti dell’industria agro-alimentare nel razionamento dei ruminanti in allevamento biologico può risultare utile in relazione al loro contenuto in sostanze bioattive quali i polifenoli che agiscono sia migliorando il benessere animale sia le qualità dietetiche dei prodotti attraverso il loro trasferimento nel latte e nella carne; inoltre, il loro uso in alternativa a quello di prodotti alimentari convenzionali fornisce alle aziende un buonriscontro economico contenendo i costi di produzione. È importante, inoltre, migliorare la qualità dei foraggi da introdurre nella razione degli animali in quanto la somministrazione di foraggi ad elevata digeribilità, come quelli di qualità, aumenta la capacità di ingestione dell’animale e stimola la produzione di latte.

Utilizzo dei sottoprodotti dell’industria agro-alimentare nell’allevamento biologico dei ruminanti minori

I derivati dell’industria agro-alimentare, comunemente chiamati sottoprodotti, vengono tradizionalmente inclusi nella dieta dei piccoli ruminanti grazie alla loro elevata disponibilità quantitativa e al contenuto in fibra e proteine. Questi, inoltre, contengono anche composti bioattivi quali i polifenoli, dotati di importanti proprietà benefiche nei confronti dell’uomo e degli animali, per cui gli alimenti che li contengono sono considerati funzionali e, quindi, l’inclusione dei sottoprodotti nella dieta degli ovi-caprini in allevamento biologico potrebbe risultare molto vantaggiosa.

I sottoprodotti agro-industriali, comunque, devono provenire  da colture biologiche e non devono essere stati sottoposti a trattamenti vietati dai regolamenti inerenti l’agricoltura biologica. Gli effetti benefici dell’impiego dei residui dell’industria di trasformazione li possiamo riconoscere  tanto a carico della salute degli animali che in ambito produttivo, con ricadute sulle performance e sulla produzione di carne e latte. I composti ricchi in tannini riducono lo stress ossidativo e hanno attività antielmintica e, pertanto, costituiscono un rimedio naturale contro i parassiti gastrointestinali, consentendo di ridurre l’uso di farmaci di sintesi che possono dare farmacoresistenza. Sottoprodotti ricchi in tannini condensati migliorano le performance produttive in quanto hanno la capacità di legare le proteine della dieta sottraendole in parte alla degradazione ruminale e aumentandone la disponibilità a livello intestinale. L’inclusione di vinacce a basse dosi (5 e 10%)  o di sansa di olive, insilata nella dieta, determina un aumento del ritmo di accrescimento e sostiene le performance produttive. Circa la qualità del latte,effetti positivi sul profilo acidico, in termini di aumento degli acidi grassi polinsaturi (PUFA) e diminuzione degli acidi grassi saturi (SFA), sono stati riscontrati somministrando agli animali foglie di olivo, sansa d’oliva, semi di melagrana o sottoprodotti della lavorazione del pomodoro.

In relazione agli effetti sulla qualità della carne bisogna sottolineare chel’ossidazione dei lipidi rappresenta la causa principale del deterioramento di aroma, gusto e aspetto della carne, caratteristiche che ne condizionano il gradimento del consumatore.

L’integrazione della dieta con i polifenoli, presenti in molti sottoprodotti, migliora la stabilità ossidativa dei lipidi nella carne di capretti e capre adulte alimentate con dosi crescenti di polpa o farina di semi di melagrana; nelle pecore un aumento della shelf-life della carne è stato ottenuto con la somministrazione di vinacce e vinaccioli.

In Puglia, per caratteristiche nutrizionali e quantità disponibili, i sottoprodotti che meritano più attenzione sono: le foglie e la polpa denocciolata dell’olivo, ricche in oleuropeina e polifenoli, le buccette d’uva, ricche in resveratrolo, le foglie e le brattee di carciofo ricche in  acido caffeico, acido clorogenico e cinarina, la buccia di pomodoro, ricca in licopene. Inoltre, si va sempre più diffondendo la coltivazione del melograno, anche in sostituzione di oliveti distrutti dalla xylella, la cui polpa è ricca di sali minerali, vitamine, tannini, flavonoidi e con proprietà astringenti, antidiarroiche, vermifughe, antielmintiche.

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