Utilizzo dei sottoprodotti dell’industria agro-alimentare nell’allevamento biologico dei ruminanti minori di A. Facciolongo

I derivati dell’industria agro-alimentare, comunemente chiamati sottoprodotti, vengono tradizionalmente inclusi nella dieta dei piccoli ruminanti grazie alla loro elevata disponibilità quantitativa e al contenuto in fibra e proteine. Questi, inoltre, contengono anche composti bioattivi quali i polifenoli, dotati di importanti proprietà benefiche nei confronti dell’uomo e degli animali, per cui gli alimenti che li contengono sono considerati funzionali e, quindi, l’inclusione dei sottoprodotti nella dieta degli ovi-caprini in allevamento biologico potrebbe risultare molto vantaggiosa.

I sottoprodotti agro-industriali, comunque, devono provenire  da colture biologiche e non devono essere stati sottoposti a trattamenti vietati dai regolamenti inerenti l’agricoltura biologica. Gli effetti benefici dell’impiego dei residui dell’industria di trasformazione li possiamo riconoscere  tanto a carico della salute degli animali che in ambito produttivo, con ricadute sulle performance e sulla produzione di carne e latte. I composti ricchi in tannini riducono lo stress ossidativo e hanno attività antielmintica e, pertanto, costituiscono un rimedio naturale contro i parassiti gastrointestinali, consentendo di ridurre l’uso di farmaci di sintesi che possono dare farmacoresistenza. Sottoprodotti ricchi in tannini condensati migliorano le performance produttive in quanto hanno la capacità di legare le proteine della dieta sottraendole in parte alla degradazione ruminale e aumentandone la disponibilità a livello intestinale. L’inclusione di vinacce a basse dosi (5 e 10%)  o di sansa di olive, insilata nella dieta, determina un aumento del ritmo di accrescimento e sostiene le performance produttive. Circa la qualità del latte,effetti positivi sul profilo acidico, in termini di aumento degli acidi grassi polinsaturi (PUFA) e diminuzione degli acidi grassi saturi (SFA), sono stati riscontrati somministrando agli animali foglie di olivo, sansa d’oliva, semi di melagrana o sottoprodotti della lavorazione del pomodoro.

In relazione agli effetti sulla qualità della carne bisogna sottolineare chel’ossidazione dei lipidi rappresenta la causa principale del deterioramento di aroma, gusto e aspetto della carne, caratteristiche che ne condizionano il gradimento del consumatore.

L’integrazione della dieta con i polifenoli, presenti in molti sottoprodotti, migliora la stabilità ossidativa dei lipidi nella carne di capretti e capre adulte alimentate con dosi crescenti di polpa o farina di semi di melagrana; nelle pecore un aumento della shelf-life della carne è stato ottenuto con la somministrazione di vinacce e vinaccioli.

In Puglia, per caratteristiche nutrizionali e quantità disponibili, i sottoprodotti che meritano più attenzione sono: le foglie e la polpa denocciolata dell’olivo, ricche in oleuropeina e polifenoli, le buccette d’uva, ricche in resveratrolo, le foglie e le brattee di carciofo ricche in  acido caffeico, acido clorogenico e cinarina, la buccia di pomodoro, ricca in licopene. Inoltre, si va sempre più diffondendo la coltivazione del melograno, anche in sostituzione di oliveti distrutti dalla xylella, la cui polpa è ricca di sali minerali, vitamine, tannini, flavonoidi e con proprietà astringenti, antidiarroiche, vermifughe, antielmintiche.

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